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Il duro lavoro del Grezzo - Il Posteggiatore Abusivo

Il lavoro del posteggiatore abusivo è veramente duro, in questo post provero' a raccontarvelo. Buona Lettura

Il momento è sempre quello buono, il posteggiatore è informatissimo delle manifestazioni che si svolgono a Palermo, ovunque ci siano 3 macchine lui è pronto, attivo, presente, il posteggiatore è la vera agenda appuntamenti, più informato del giornale di sicilia, più attendo dell’ansa, più insistente di Paolini. Ultimi appuntamenti di cartello la fiera e mondello.


Il posteggiatore si organizza una settimana prima, conquista il territorio, diventa proprietario di quel km di terra, unico caso di usucapione concesso dopo dieci minuti, prepara all’evento tutta la famiglia, si prepara al tour de force, ha un abigliamento standard, in inverno maglioncino a righe stile Nightmare, sporco da fare schifo, con tutte le macchie di battaglia, sughi, oli, cemento, dette medaglie, jeans strappato e macchiato di grasso, in versione estiva il maglione lascia il posto alla canottiera stile bagnino, nera o rossa, cappellino di lana variante cappello sintetico giallo, importante nel look la barba da galeotto, non fa mai male nenache una bella sigaretta o una bottiglia di birra. La moglie del posteggiatore, che ha un ruole importantissimo che spiegherò in seguito, con la siggitedda, in abbigliamento generlamente jeans stravecchi sigaretta a mezza bocca, cappelino di traverso, con capelli che fuoriescono di colore giallo-nero o grigio-nero, generlamente il cappellino ricorda le campagne elettorali, in poche parole distribuiti appunto dai vari candidati, i figli maschi che in genere sono 2-3 hanno una età che va dai 10-14 anni (gli altri sono già fuggiti o lavorano come muratori o portantini in nero), partecipano con fervore e frenesia all’attività, ammirano il genitore e cercano d’ imitarlo in tutto, vestono infatti con l’immancabile cappelliino giallo-rosso, giallo-arancio, bianco-sporco marsupio anni 70, pantaloncini corti e maglia con macchie in stile test pubblicitario omino bianco, le figlie non fuggite restano a casa per preparare i viveri.


Il controllo del territorio generalmente viene affidato alla moglie, che in genere si piazza a metà dello spazio da controllare, seduta sulla seggiola con l’immancabile coppo di scaccio da sgranocchiare durante l’opera di vigilanza. La donna con autorità dirige l’uomo e ne controlla l’efficacia, lo spinge verso le auto in arrivo e lo sguinsaglia in caso di tentativi di fuga degli automobilisti, tiene l’incasso di giornata e lo ricontrolla ad ogni nuova entrata.
I figli fanno da corriere, portano i valori alla mamma e seguono passo passo il genitore maschio, controllano tutto e prendono nota dei testi da utilizzare in fase di trattativa, spesso vengono utilizzati in caso di doppia auto in uscita, si lanciano verso una delle auto che il padre non riesce a beccare.


L’attacco si svolge in diversi modi:
1) C’è quello che ti segue, e ti accompagna allo sportello, questo in genere non parla, non saluta e allunga solo la mano prima che l’automobilista richiuda lo sportello, in caso di chiusura veloce, messa in moto rapida e fuga, ti prende a male parole, ma solo quando sei già partito.
2) La mattina trovi il caffeinomane, si avvicina a te con la celebre frase, -”mu fa pigghiare un cafè?”-, in caso di risposta positiva, ringrazia e fa fermare pure il traffico, ti aiuta a fare manovra e ti saluta con ampi gesti della mano, in caso di riposta negativa, prima prova a scroccare una sigaretta e se non riesce, si allontana incazzato e senza salutare.
3) Quello che odio di più, appena posteggi l’auto spunta dal nulla col suo fischietto, ti punta e comincia a rompere riempendoti di buongiorni e buona sera, continuando a fischiare con quel maledetto coso se fai finta d’essere distratto, si avvicina con aria minacciosa e ti chiede immediatamente i soldi, non ha tariffa libera e si propone come vero esattore del pizzo, punta dritto gli occhi sull’auto. Dopo la consegna del premio in genere ringrazia con un voce beffarda e ghigno.
4) Dulcis in fundo, abbiamo il posteggiatore PAPERINIK, generalmente canta a squarciagola neomelodici strappalacrime napoletane, fa commenti galanti alle signore, strizza l’occhio e ti assegna titoli e onoreficenze varie, “duttu” “prufissu” “onorevole” etc etc… , questo di solito si accontenta pure di 10 centesimi senza fiatare e ringraziando.

Tariffario:
Alcune tariffe le ho già citate nella precedente descrizione qui vado nel dettaglio.
1 ) La zona della stazione centrale ha una tariffa che va da 50 centesimi a 2 €, in caso di mancato pagamento trovi la macchina graffiata, poi allego una foto della mia. Qui accade che le macchine che non pagano la tariffa vengono pure rimosse dall’amat, o che il posteggiatore chiami i vigili urbani.
2) Da via Libertà al Teatro Massimo passando per tutti i vicoletti nei paraggi, siamo al paradosso, la zona è totalmente “servita” dai posteggiatori extracomunitari, presumibilmente senza permesso di soggiorno, ma almeno gentili, qui per posteggiare sei obbligato a comprare il gratta e perdi per eccellenza, il biglietto verde che non è il dollaro, insomma ” u bigghieattu pi posteggiare”, e qui il posteggio diventa business legalizzato, i ticket infatti sono venduti dai punti autorizzati, che in genere sono sempre sprovvisti, e allora il “CUCI” diventa fondamentale, infatti essendo gli unici possessori dei ticket li rivendono con un sovrapprezzo che va dai 50 cent. ad 1 €, pena la multa o la rimozione del mezzo.
3) Tariffa Mondello, tariffa 5 € !!! Non aggiungo altro sennò divento volgare.
4) Tariffa Palasport, 2-3 € con passaggio fino all’ingresso altri 2 €, e si avete letto bene, in caso di eventi organizzati al palazzetto i nostri amici si sono attrezzati con le auto per i posteggi più lontani, insomma un servizio navetta. Li la pena per il non pagamento è la rottura dello specchietto o se sei fortunato te la cavi con qualche graffio.
5) Tariffa Fiera, per i motorini è prevista la tariffa agevolata di 2 € su marciapiede, per le auto si va dai 3 € ai 5 €, si arriva anche a 6 - 8 € in caso di parcheggio in stradine o aree private, ovviamente tutto abusivo e tutto sotto gli occhi dei “vigili” urbani.
6) Tariffa Inps ed altri enti pubblici compresi ospedali e stadio, tariffa libera ” U SIGNURE CIU PAGA”


Ma il posteggiatore è sempre sgradito? Spesso ho notato come il palermitano e la palermitana, soffrano di nostalgia del posteggiatore, se non l’hanno vanno in crisi, lo cercano, gli suonano, insomma per molti questa forma di pizzo è diventata necessaria.Vi invito a verificare quello che dico nei paraggi del Policlinico o a piazza Marina, dove queste scene si ripetono di giorno in giorno, quante volte vi è capitato di restare bloccati a piazza don bosco per questo motivo? O quante volte siete rimasti in coda nella via che costeggià il policlinico? In poche parole, il posteggiatore crea assuefazione… sarà il suo olezzo???
Spero di non aver dimenticato nessuno, pena la rigatura della macchina… hahaha

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Il Palermitano da Esportazione

Guardando in questi giorni la tv, e precisamente il buon Alfredo Lo Bianco del Grande Fratello (pare un titolo nobiliare), mi sono ricordato di un viaggio fatto nell’ormai lontano 2001, quando ad un tratto nel corso principale di Modena vidi 4 tipi dall’espressione tipicamentente familiare, ad un tratto avvicinatomi in religioso silenzio, udii quelle graziose e soavi vocine gracchianti, a mo di radio che non prende frequenza, e le paroline magiche CHI EEEEE? MA CHI STA RICIENNU! MA CHI A MINCHIA! A quel punto ricollegai tutto e fui "felice". Detto questo mi accingo a descrivere quello che ormai definisco il PALERMITANO DA ESPORTAZIONE:


Altezza: Generalmente tra 1,68 e 1,74


Corporatura: dai 15 ai 35 anni, Da distinguere in due tipi, uno secco scheletrico con le spalle strette {vedi foto sotto}, collo alto ed evidente{vedi foto sotto}, un abbozzo di muscolatura da cantiere e busto molto corto quasi attaccato alle gambe, in pratica senza bacino, superata quell’età si tarsforma in impiegato dell’i.n.p.s. o postale, con panza adagiata sulla cintura, l’altro quasi sempre robusto con il busto tozzissimo, senza collo, le braccia attaccate al collo e le gambe incollate al bacino. Dopo i 35 si trasforma in un barile, con la pancia-melone causata dalla birra.

Viso e Capelli: dipendono sempre dall’età, in generale in giovane età risulta essere a pera, i capelli con l’ attaccatura altissima con la scrima nel mezzo e rasati ai lati o a spazzola dritti dritti {vedi foto }, nerissimi o biondissimi, ingellati (con il classico gel da discount conservato nelle buste trasparenti a mo di tasca da pasticciere) talmente tanto che di solito si formano delle palline sul collo di colore blu (forse il collo alto e scoperto serve a questo), sopracciglia alte e folte molto distanti tra loro, occhi sempre sgranati e molto grandi in espressione quasi sempre stupita, orecchie grandi a sventola e con orecchino a croce o ad anello molto largo, di solito si abbina alla corporatura 1. Oltre il genere Pera abbiamo il Cinghiale, testa rotonda con orecchie piccolissime, capelli ricci esclusivamente neri ed anche questi gellatissimi, a differenza della Pera sono incollati alla testa, l’attaccatura è praticamente collegata alle sopracciglia che in genere sono a campata unica (come il ponte sullo stretto), occhi convergenti verso l’interno, naso all’insù, ma non alla francese, bensì rotondo e piatto a mo di maiale, l’espressione risulta essere sempre grugnita. Superata l’età giovanile,che varia a seconda del mestiere, muratore 27 anni, carpentiere 32 anni, vetraio 18 anni, etc…, nel tipo a Pera si formano delle crepe verticali e il viso si arrotonda un pò, i capelli passano, prima alla riga di lato, poi al riporto, infine a piattaforma per areomobili. Il Cinghiale in genere non perde i capelli, nei pochi casi riscontrati si passa da folto e riccioluto e stempiato con i lati a trivella e lunghi sospesi in aria (come le parrucche dei clown), c’è la variante con i capelli lisci color catrame, in genere sono sempre sudaticci e viscidi con accessori forforosi {vedi foto sotto}. La particolarità di questi soggetti sta nel mutare della pelle, in genere infatti, spuntano delle squame che si screpolano sugli accessori (sciarpe, guanti,etc), questa tipologia viene abbinata alla corporatura 2.


Dentatura: la dentatura merita una descrizione più approfondita e quindi viene scorporata dal viso. I denti sono comuni per tutte le specie. Denti lunghi e difformi, con i due centrali più accentuati e sporgenti con spizzicatura di uno, dovuta ad incidenti col "motore" o a cadute dalla bicicletta, colore avorio con un buchi neri provocati dalle sigarette, questa tipologia risulta essere più diffusa nei peroidali. Denti piccoli e corti in genere molto stretti quasi come una dentiera di plastica {vedi foto sotto}, praticamente saldati alle gengive costruiti come dammusi, a volte, causa la caduta della chiave di volta, si possono trovare dei vuoti ai lati, colore giallo post-it, questa tipologia è più diffusa nei cinghialoidi. Da segnalare la dentatura a denti alternati, uno lungo, uno corto,uno di lato, uno lungo, uno corto, uno spizzicato, etc etc…


Mani: Le mani sono quasi sempre spaccate e con diversi tagli, nel tipo a cinghiale sono evidenti i segni del fumo nei polpastrelli, mentre nella pera notiamo l’assenza delle unghia e i contorni dei polpastrelli gonfi e sanguinanti.


Gambe: Il soggetto pera le ha arcate e magrissime, a mo di cavaliere del tempio, il cinghiale le ha grosse a forma di gasometro e molto corte.



Abbigliamento: Il tipo Pera nella versione estiva lavoro veste quasi sempre con canottiera nera o rossa o petto nudo, jeans celesti molto corti tipo casa allagata e con mutanda sempre in evidenza, scarponi da cantiere. Il cinghiale in versione estiva è uno spettacolo, preferisce sempre il petto nudo, nella versiona pudica lo vediamo con camicia logora a righe verdi sbottonata con pancia-melone in bella vista, il jeans celeste calato dietro con l’ano sempre in mostra, l’accomuna alla Pera lo scarponcino da cantiere. Nella versione invernale da sera il modello-pera sfodera il bomberino in fase di spennamento, con una camica di finto lino nera trasparente abbianata ad un soave jeans finto Rich, con scarpa da tennis grigio mettalizzata o laminata oro anch’essa finta rich.
Il modello cinghalinvernale veste con un giubbino wampum jeans celeste, maglioncino lana merinos marrone con perfilino dorato e blu con sotto maglietta intima biancha con colletto sporco da multi utilizzo (diventa infatti maglia per la notte) variabile al maglioncino la camicia a scacchi modello tovaglia da tavola, jeans sotto la pancia tenuto dalla cintura e mocassino nero lucido con calzettoni di spugna bianchi.




Accessori: la Pera, adorna il suo corpo con collanine d’oro giallo, anelli tribali, orecchini a cerchio molto larghi rigorosamente a sinistra, pacchetto di sigarette sempre in bella mostra spesso in mano, cellulare sul fianco a mo di pistolero. Il Cinghiale sicuro di se e della sua prestanza fisica indossa catene da nave in oro giallo, anelli per mignolo e pollice in oro giallo, il cellulare viene aggangiato al centro pancia come sulla riga di partenza in una ipotetica gara con il membro. Se fumatore, porta fiero le sigarette sulla tasca destra del jeans aderente al corpo.

Abilità: L’uomo Pera si distingue per: saper entrare allo stadio scavalcandolo, saper sputare a sgriccio (in pratica da uno dei buchi presenti nella dentatura), sapersi soffiare il naso con la mano passando dal naso fino ai capelli in un unico gesto, sapersi toccare una infinità di volte il sistema riproduttivo durante una conversazione. L’uomo Cinghiale si distingue per: sa ruttare intonando tutte le canzoni che gli vengono richieste o citando nomi di persona a ritmo, sa sputare delle chiazze 100×100 colore giallo canarino definite pezzi di 500 (in memoria delle vecchie lire), saper fare la pigghiata di bella (si muovono testa, braccia e gambe nello stesso momento spingendole in avanti a mo di testata,pugno e calcio), saper utilizzare in maniera corretta nelle fiere il gioco del pugno risultando sempre un Superman.





Cibo preferito: Per entrambi: antipasti: stigghiola, panelle, crocchè. Primi piatti: pasta cu sucu, pasta ca nciuova, pasta chi sardi, pasta o furnu, pasta chi vruocculi arriminata, pasta chi sparacieddi. Secondi piatti: pane di paese con olio, pomodoro e mozzarella, milza, frittola, caldume, sasizza, carne di crasto, puntine di maiale, scurmu arrustutu, sardi arrustuti, baccalà. Come frutta mellone agghiacciato, cachi, mannarini. Dolci: cassata,cannuola,genovesi,sfince ca ricuotta e sciù ca ricuotta. Ovviamente qui ho fatto un riassunto delle cose che gradisce, il palermitano mangia veramente di tutto anche contemporaneamente.

A chi si ispira: Il modello Pera si ispira ai personaggi di Maria de Filippi, belli, sexy, in forma e pieni di donne, per successo e fama trovano il loro ideale in Francesco Benigno o Totò Schillaci. Il modello Cinghiale trova ispirazione da Mario Merola e da qualsiasi cantante napoletano di dubbia fama. In genere comunque sono entrambi dei narcisisti convinti.
Mete preferite: Il Peroidale lo ritrovi un pò dovunque, preferisce l’Emilia Romagna, Venezia, Vicenza, Torino e Genova. Il Cinghiale ama i luoghi delle sue canzoni Napoli, Roma, Bari ma lo puoi trovare anche nei paesini più nascosti dell’Emilia Romagna e della Toscana.
Musica Ascoltata: Musica House, "Canzoni" Napoletane (non classiche), Eros Ramazzotti e Laura Pausini (quando trovano la fidanzata).

Squadre del Cuore: Napoli, Juventus, Milan, Inter e ora Palermo.

Mezzi di trasporto: Che dire, il loro sogno resta sempre la bella Fiat Uno anni 90, targata To,Mo,Mn,Mi, colore nera o rossa, motore turbo 1.1 D, coprisedile spugnato stile Gt, cerchioni in finta lega dorati, marmitta grandezza canale di scarico fognario, ma soprattutto impianto stero hi-fi, con sub gufer 2900 watt sotto il sedile, autoradio con tv lcd 8 pollici, cassa stereo da 4000 watt da incastrare nel cofano, all’interno disseminati decine di pupazzi tarocchi degli originali e agganciate ai vetri delle maxy ventose con dei finti diddle (da me chiamati topol). In alternativa una buona Y10 e per i ricchi una bella punto. Restano sempre mitiche le 112 autobianchi nere con asso di mazze sul cofano anteriore e indiano con dito medio sul posteriore. Il Lapino meglio conosciuto come Ape della piaggio utilizzato per spostamenti familiari o per lavoro.

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Bomba sexy o Pappamolla?

Chi non ha mai avuto la tentazione di dimostrare alla propria donna o al proprio amico di essere un super uomo?
Alla fiera del mediterraneo, e fino a qualche anno fa anche al foro italico, tengono da sempre banco i giochi del “Pugno” e da qualche anno del “Calcio”. Il gioco del pugno lo vedi subito da lontano prima ancora di entrare alla fiera. Messo in bella mostra proprio all’entrata di Piazza Generale Cascino, attorniato dai “bulli” di tutte le età, cestini pieni di bottiglie vuote di birra, mozziconi di sigaretta da tutte le parti.


La tensione sale alle stelle, il bullo dai denti alternati e dal colore mimentico, magliettina aderente alla Ricky Martin, capigliatura all’ultima moda (anni 70), si prepara, alliscia le nocce, annaspa, suda, tira l’ultima boccata alla sigaretta, ultimo sorso di birra, inserisce la monetina, schiaccia il pulsante……eeeeeee via botta terribile, il corpo sullo slancio tocca il sostegno del “Pugno”, ci siamo, attimi di paura, parte il contatore, gira la lucetta sta per arrivare il risultato….eeeeeeee arriva la sentenza “PAPPAMOLLA”.
Il bullo si gira, gli amici ghignano, i non amici ridono a squarcia gola, la ragazza si incupisce, è finita, per lui la fiera è finita. Parte il rivale, lui si gira ed abbraccia la ragazza, la ragazza lo respinge ammirando il terzo incomodo, giro di lucetta, contatore…..risultato “BOMBA SEXY”!!!! Lui guarda lei, lei guarda lui sdegnata, si stacca da lui e si mette a parlare con le altre ragazze, stavolta u lassu ”pi sieampre”!Lui capisce, si allontana dal branco, passa al bar ritira la sua ventesima birra, torna a casa sfinito distrutto nell’animo e pensa, minchia “PAPPAMOLLA IO”!
Il pugno
Il calcio

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Sesso: Capitolo I° La Masturbazione

Racconto di Acciughina. Benedetto, come buona abitudine, quando racconta un fatto personale, usava farlo nel minimo dei dettagli, non si risparmiava mai particolari mischiando talvolta il racconto "storico" con la sua vita contemporanea non riuscendo quasi mai a distinguere i fatti.
Andiamo al dunque, questa della Masturbazione è stato un cavallo di battaglia dei tempi delle medie, Acciughina erudiva i più giovani, raccontandogli le proprie vicende intime, ma lo faceva in questo modo. Questo racconto va letto ad alta voce, magari durante una giornata di raucedine acuta per poterne assaporare i dettagli grotteschi.

Imposta la voce in questo modo Clicca Qui

LA MASTURBAZIONE


Occorrente:


T.V. 5 pollici, tre metri di carta igienica, stanza buia preferibilmente con fratello dormiente, un letto ed un bagno molto vicino.


Allora, che voi prendete la televisione 5 pollici, la sincronizzate in un canale di Tigno* preferibilmente con Maurizia Paradiso (ai tempi sui canali privati andava in onda un suo programma "Vizi Privati" molto in voga tra gli amanti del genere ), stinnicchiatevi ** nel letto assicurandovi che mio fratello dorma. Astutate*** la luce e copritevi cor lenzuolo, a questo punto arrunchiate**** i pantaloni verso il basso e prendete la carta igienica e disponetela come un recinto attorno al pisello per evitare che quarche schizzo potesse schizzare fuori sul lenzuolo di Lorenzo*****. Dopo che avete effettuato i preliminari, individuate il vostro oggetto del desiderio e incominciate a muovere la mano dal basso verso l'alto per circa 30 secondi, appena sentite un leggero formicolio vuol dire che ve n'è avete venuti.

Mi raccomando l'operazione va fatta muovendo la mano dolcemente per evitare la rottura del filo******, che oltre al gran dolore vi farà gridare fino a svegliare Lorenzo e perdere la verginità.

Appena ve ne venite asciugate il liquido germinale con il recinto arzatevi le mutande e correte silenziosamente verso il bagno, ovviamente fate attenzione a non svegliare Lorenzo, machennò******* ce lo dice a mio padre! A quel punto buttate il recinto usato nel gabinetto, tirate la catinella e un sospiro di sollievo, perchè Lorenzo non si è svegliato.

A piacere o facoltativo vi potete lavare le mani. Ora cercate di uscire dal gabinetto in silenzio e cercate di corcarvi********* nella stessa posizione di quando Lorenzo era ancora sveglio in modo che l'indomani non è successo niente!!!

Attenzione, sono vietati i rimorsi di coscienza, quindi dopo che ve ne avete venuto non pensate di avere ucciso un bambino.

N.B. Spegni la televisione mio padre paga la bolletta!!!

Leggenda per gli stranieri

  • * Tigno=Sesso
  • ** Stinnicchiatevi=Distendetevi
  • ***Astutate= Spegnete
  • **** Arrunchiate=Abbassate
  • *****Lorenzo è suo fratello
  • ******Credenza Popolare, rottura del frenulo, perdita della verginità maschile, parleremo anche di questo e lo faremo raccontare da Acciughina.
  • ******* Machennò= Sennò
  • ******** Corcarvi= Coricarvi
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Benedetto Acciughina

Benedetto Acciughina è uno dei personaggi chiave di questo blog, il nome è "vagamente" ispirato ad un personaggio realmente esisistito e che ho frequentato per anni. Nato a Palermo alla fine degli anni 70, Acciughina si presenta al pubblico già a partire dai 15 anni con un aspetto da uomo di mezz'età, capello brizzolato, sguardo magnetico, pancia da impiegato I.N.P.S. ed un bel sorriso a denti alternati, canino-incisivo-molare( verde militare) -canino, tono della voce ruvido e "graffiante".
Uomo di profonda cultura, frequenta i milieux preferiti dalle èlites palermitane, grattini, estorsori, calciatori di terza categoria, disoccupati, venditori ambulanti e chi più ne ha più ne metta.
Esperto di ippica, tifoso del Napoli, amante della vera canzone partenopea, protagonista del xx secolo; la sua impronta eterna è tutt'ora riscontrabile tra i panini del panificio "Dora" dove ha lavorato in questi anni.
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Argomento Sesso

Il sesso è uno dei principali ed argomentati discorsi che ogni buon palermitano non si fa mancare. L'argomento Sesso, discusso in tutte le salse, viene interpretato e diffuso con personalizzazioni al limite della realtà, anzi direi che Stephen Spielberg non saprebbe aggiungere altro alla già ampissima e vastissima fantasia erotica dei miei concittadini.
Che sia "autoprocurato" o "stimolato" poco importa, un posteriore riesce a stimolare anche le menti più "raffinate", riesce a strappare un commento o ad aprire dibattiti che manco in parlamento si sognano.
Vi racconterò in queste pagine storie che ho ascoltato e trascritto nell'arco degli anni, storie che parlano di sesso e non solo...
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Perchè questo Blog?

Questo spazio nasce per raccontare il percorso della vita, visto quotidianamente con gli occhi di un Palermitano. Narrerò la via che va dalla nascita alla morte di un "picciotto" inteso nel senso buono della parola. Buona Lettura

Ringraziamenti speciali a due co-autori, T.B. e D.F., di alcuni dei più divertenti racconti in questo blog, ripresi da vecchi manocritti o dattilo scritti della fine degli anni 90.
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